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Lario Jazz & R'n'B Festival
3^ edizione 1 giugno - 7 agosto 2005 |
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“Molte notti sono passate viaggiando, da una città all'altra senza pausa, per oltre 50 anni. Ho registrato moltissimi dischi, ho avuto, come tutti, momenti buoni ed altri cattivi, ma il Blues è stata sempre la costante della mia vita. Posso aver perduto l'emozione per altre cose, ma non per il Blues. E' stato un lungo percorso, difficile e duro, la vita notturna della strada non è certo una vita sana e bella, piena di addii e solitudine, ma anche capace di grandi emozioni; tornassi indietro rifarei la stessa scelta, perché la notte con tutto ciò che rappresenta è stata la mia vita”.
B.B.King è stato per più di 40 anni "il" blues. All'inizío il suo uditorio era composto dai mezzadri e dai braccianti delle piccole città sul delta del Mìssíssippi, oggi sono le folle di tutto il mondo. Anche il suo messaggio musicale non è cambiato, e ogni sua nata, che suoni o che canti, esprime ancora i suoi sentimenti più profondi. Riley B.KYNG è nato nel 1925 in una piantagione di cotone di Itta Bene, Mississippi. Da bambino faceva parte del coro della sua chiesa e con un gruppo di amici aveva formato un quartetto gospel. A 16 anni, per pochi dollari, acquistava la sua prima chitarra. Aveva conosciuto il blues dai dischi e anche dal cugino Bukka White, che era un famoso chitarrista e cantante. Diciottenne, andò a lavorare come mezzadro a Indianola, Mississippi: durante la settimana lavorava nei campi, il sabato sera suonava blues e la domenica cantava in chiesa. Aveva sentito cantare, con grande curiosità, Louis Jordan, Blind Lemon Jefferson, T-Bone Walker, e grandi chitarristi Jazz come Charlie Christian e Django Reinhardt. Nel 1946, con la chitarra in spalla e due dollari e mezzo in tasca, se andò a Memphis, nel Tennessee, per ascoltare Bukka White, che lo invitò a restare con il suo gruppo. Gli fece vedere come si suona la chitarra e gli insegnò alcuni trucchi. Due anni più tardi, B.B. King suonava già per la radio e in un club, prima di passare a fare il disc jockey con il nome di "The Beale Street Blues Boy", poi come “Blues Boy Kìng", ed infine come B.B.King. Debutta con il primo disco nel 1949. Due anni dopo Three O'Clock Blues fu il suo primo vero successo.Era pronto per costituire un suo gruppo ed andare in giro a far conoscere la sua musica.Un compito pesante: nel 1956 riuscì ad accumulare ben 342 spettacoli, sopravvivendo a un numero anche superiore di incidenti d'auto. Aveva anche, nel frattempo, perfezionato il suo suono e il modo di suonare la chitarra, diventando un virtuoso dei blues. I suoi grandi successi nei tre anni successivi includono Sweet Sixteen e Don't Answer the Door. Stava già annunciandosi il rock and roll, ma B.B.King rimaneva fedele al blues, mentre sempre più numerosi i giovani, non solo neri, che si avvicinavano alla sua musica. Nel 1970, quando già aveva partecipato a numerosi festival di jazz e folk, negli Stati Uniti e all'estero, incise il suo primo hit, The Thrill Is Gone. Nel 1969 i Ro11ing Stones lo chiamarono perchè suonasse in apertura dei loro concerti e intanto partecipava a spettacoli televisivi in prima serata. Ormai aveva abbandonato le sale da ballo di provincia e si esibiva al Caesar's Palace di Las Vegas e all'Americana di New York. Nel 1979 venne inviato in Africa per Conto del Dipartimento di Stato. Era il successo, ma B.B.King suonava e cantava ancora blues. B.B.King ha vinto 4 Grammy, ha ottenuto 4 lauree ad honorem (fra cui una dell'Università di Yale), un premio del Kennedy Center. E' anche entrato a far parte della Rock and Roll Hall of Fame. Gentile e modesto, come lo ricordano gli amici della prima ora, è un lavoratore instancabile in prima fila nella battaglia per i diritti civili e per la riforma delle carceri. "Possiamo darci anche un sacco di arie" dice, "ma non possiamo cambiare e prima o poi andremo tutti sottoterra". Quando suona la chitarra e canta, B. B. King "è" il blues. |
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