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EVENTI
Il fado di Misia approda a Chiassomusica
Venerdì 27 novembre alle ore 20.30 al Teatro di Chiasso è in programma il concerto della cantante portoghese Misia, che presenterà il suo nono album, "Ruas", proponendo la sua personale versione rielaborata del fado.Mísia è uno spirito libero che attinge linfa da esperienze di viaggio, di musica e di poesia. Il concerto che presenta al Cinema Teatro ha il titolo del suo più recente album, Ruas (2009), il nono di una carriera costellata da grandi successi internazionali. La teatralità di Mísia non lascia indifferenti. Il suo personaggio si discosta dai parametri tradizionali del fado per il taglio dei capelli, il trucco, l’abbigliamento; e soprattutto per la sua voce profonda e ammaliante. Con il carisma che le previene da un grande talento interpretativo, Mísia ancora una volta conferma e rafforza la magnetica intensità del suo fado elegante e raffinato, capace di guardare al di là del genere e di spaziare in territori in apparenza lontani, come la new wave, la canzone napoletana e francese, il flamenco, la musica tradizionale turca; ma anche di esprimerli e plasmarli con un'intensità e una cifra del tutto personali. Mísia ancora una volta ribadisce che il suo cammino insegue la profondità e la libertà emotiva per dimostrare che esiste solo un canto, quello dell’anima. Ed è un canto universale. Figlia di un portoghese e di una catalana, Susana Maria Alfonso de Aguiar, in arte Mísia, nasce a Porto e trascorre in questa città la sua adolescenza. Dopo il divorzio dei genitori, la madre è molto occupata dalla sua carriera di danzatrice. Così Mísia inizia a dedicarsi ai libri proibiti, si veste di vecchi abiti di scena, con i sensi rapiti dai suoni e dalle parole del fado che le arrivano dalle finestre aperte sulla strada. Il suo esilio interiore diventa allontanamento effettivo dal suo paese natale. A vent’anni, decide di trasferirsi dalla nonna, a Barcellona, dove comincia a esibirsi su ogni sorta di palcoscenico, lavorando sulla sua voce come opera sulle proprie scelte di vita: senza precauzioni, in profondità, con coraggio e humour. Mísia vuole diventare una cantante e persegue questa strada nonostante gli avvertimenti della madre e i timori della nonna, malgrado la fatica e le notti insonni. A Madrid, dove un mutato clima sociale spazza via il Franchismo, la sua voce s’impone. Canta in castigliano, catalano e portoghese. Il suo modo di porsi sfata il mito statico della cantante di fado e il percorso che propone è audace e spesso impopolare, ma lei non demorde e continua a proporre il “suo” fado, che, rielaborato e interpretato dalla sua voce magnetica, rinasce e ricerca la sua essenza più profonda. Sono i suoi amici ad incoraggiarla e a sostenerla, scrittori come Lidia Jorge e José Saramago, il poeta Vasco Graça Moura, l' attrice Maria de Medeiros, cantanti come Maria Bethânia, pittori come Bela Silva e Carlos Torres e artisti come Sophie Calle. L’album di esordio, Mísia del 1991, è il primo esempio di sperimentazione musicale ed estetica della nuova generazione di cantanti che si apre con originalità ad altri generi. Un salto di qualità nella scelta degli autori caratterizza Fado (1993), album pubblicato in un primo tempo per il mercato giapponese e solo in seguito anche in Portogallo. Il tema d’apertura, Liberdades poéticas, si avvale del testo e della musica di Sérgio Godinho ed è considerato un testo emblematico del nuovo fado. Mísia canta testi di José Saramago e António Lobo Antunes. Dopo due anni Mísia presenta il suo nuovo lavoro Tanto menos tanto mais, considerato uno dei migliori dischi dell’anno dalla stampa francese e vincitore del premio Academia Charles Cros. L’album contiene due notevoli composizioni: Ciúmes de um coração operario e Só um fado di Carlos Tê, un tema musicalmente eterogeneo che esplora, attraverso una ricca strumentazione, il legame del fado con la musica francese (Edith Piaf) e quella zigana dei Balcani. Nel 1998, con Garras dos sentidos (disco d’argento in Portogallo e classificato al premio Choc de la Musique ın Francia), Mísia conquista definitivamente il pubblico francese e portoghese Dal 1996 al 2000 attua numerose tournée ed è apprezzata soprattutto in Giappone, Olanda, Germania, Belgio, Svizzera e Stati Uniti. Il disco rivisita fado tradizionali e compie un’ambiziosa selezione di grandi poeti e scrittori. Per la prima volta l’accompagnamento musicale è affidato ad accordeon, violino e piano. Malgrado il successo, Mísia non s’accontenta dei risultati raggiunti e continua ad avventurarsi per sentieri sconosciuti. Nel 1999 esce Paixões diagonais, uno dei migliori album del suo percorso artistico, in linea con il precedente Garras dos sentidos. La maggior parte dei brani sono fado tradizionali. In Ritual (2001) Mísia rende omaggio ad Amália Rodrigues (Lágrima, Vivendo sem mim) e al fado cantato nelle Casas (Não guardo saudade à vida, con testo di Helder Moutinho, Xaile de silêncio, Desespero, Mistério lunar e Decisão). L’accompagnamento nei brani è quello tradizionale con le tre chitarre, affiancate talvolta dal pianoforte. Dopo lo sperimentale Canto (2003), Mísia incide Drama Box, in cui dedica magistrali interpretazioni di fado, tango e bolero a sua madre. Indimenticabili sono i tanghi Naranjo en flor, Los mareados eYo soy Maria. L’anima spagnola è profusa in Este momento e Te estraño, quella portoghese in vari pezzi come la passionale Fogo preso, dedicata a Maria de Medeiros, Fado do lugar comum, E se a morte me despisse, Gaivota doente. L'album si caratterizza anche per la partecipazione speciale di alcune note attrici, quali Maria de Medeiros, Carmen Maura, Fanny Ardant, Miranda Richardson e Ute Lemper.
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